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Dalle frequenze di RadioSei arrivano le parole dell'ex arbitro Pietro D'Elia che ha commentato le polemiche che in questa stagione stanno accompagnando l'utilizzo del Var.

Ci sono situazioni controverse. Il Var ha reso controverse troppe valutazioni, ha inserito un regime visivo diverso, ora si basa più sulla staticità a danno di quello dinamico. Il calcio non è statico, ma è dinamico. Questa è la differenza principale tra il calcio del mio tempo e quello attuale. Il VAR opera per cercare falli o altro che in un regime dinamico non verrebbero individuate e sanzionate come falli. Il VAR ha inibito la bellezza del calcio, queste interruzioni rischiano di rovinare questo gioco. Bisogna cambiare il protocollo, se si cerca il pelo nell’uovo e si va alla ricerca spasmodica del fallo, allora non è più calcio. 

Inserire ex calciatori nel VAR? 

Credo che le polemiche sorgerebbero lo stesso per la natura del protocollo. Il problema non è solo nell’area di rigore. Bisogna ripristinare la volontarietà, il calcio è fatto di contatti. Ai miei tempi c’erano sì polemiche, ma non assistevamo a queste situazioni. Sono anni che non vado allo stadio perché vedo partite deprimenti. Il calcio è fatto di contatti e continuità. È diventato un calcio in sala d’attesa. 

Consigli a Rocchi? 

Gli direi di riguardare le partite che arbitrava. Non sono passati molti anni ma era tutto molto diverso. La tecnologia, usata così, è stata deleteria. Penso anche ai fuorigioco. Sarebbe meglio tornare al concetto della luce tra i due corpi.

Il VAR a chiamata? 

Non cambierebbe nulla, sarebbe un’altra interruzione.

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